Recensione del concerto per chitarra classica di Anna Fazzi. Castel del Piano, venerdì 14 settembre 2007.
Entrano in scena. Con passo deciso, come se non ci fosse nessuno intorno. Si siedono abbracciandosi, guardandosi con dolcezza e rispetto infiniti.
Silenzio di profonda concentrazione.
Respiro di raccoglimento.
Inizia così la danza di note, dialogo ora cortese e gentile, ora acceso e determinato carezzevole sognante.
Ed è davvero bello poter assistere a quest’espressione di intimità e passione tra loro. Il reciproco sostenersi capirsi gratificarsi è un dono prezioso, un esempio di fatica e impegno. Di valore assoluto.
Prima di eseguire l’ultimo brano, Anna appoggia delicatamente la bocca sulla spalla di Beatrice, come cercasse conferma della bellezza che dispenserà. Distende la sua mano avvolgente su di lei, che si concede all’istante con voce calda, felpata, fino alla fine del canto.
Sotto applausi sentiti e commossi si alzano, tenendosi per mano. È Anna a parlare e ringraziare mentre Beatrice distende i nervi stemperandosi. Pronta a ritirarsi nel suo solitario silenzio. Ad aspettare il bisogno di Anna di ridarle voce, per completarsi di nuovo.
Rostock 03-08-2007
E' trascorso poco più di un mese dal concerto che coi Virtuosi Dal Pianeta Talento (link a lato) abbiamo tenuto per la diciottesima edizione dello Zappanale, il più grande festival internazionale europeo che celebra ogni anno la musica di Frank Zappa. Detesto i fanatismi, ragion per cui non ero molto entusiasta all'idea di ritrovarmi in un contesto con migliaia di persone che parlano di Zappa in tutte le salse, venerandolo con un dio (perdipiù in mia presenza!). Dal backstage intravedo una miriade di gente, gran parte della quale addobbata in faccia e addosso come Zappa. Sembrava una mostra di cloni, si vedevano vari tipi di Zappotipi, di tutte le annate: quello con la bombetta, quello col look anni '80 (tipo Euro dell'ACI di Abbadia), quello capellone freak e così via. Come diceva il fu Ferretti, "coprono spazi ottusi gli idoli, clonano miliziani dai ritmi cadenzati, in sincrono". Quale miglior occasione quindi per presentarsi in scena così agghindato:

In perfetto stile Robert Smith mi sono avvicinato al microfono annunciando un equivoco, "Ma non era un tributo ai Cure!". Risposta dei germanesi, "NO!". "Dai, scherzi a parte, non è un raduno dark questo?" e ho 'intonato' Kiss me, kiss me, kiss me. La risposta che emersa più chiara, tra i primi fischi, è stata, "PLAY ZAPPA MUZIK!!!". Ho avuto un po' paura per il tono e ho dato il via alla band.
Abbiamo suonato di fronte a più di 2000 persone! Queste:
Per la prima volta in 10 anni abbiamo avuto davanti un pubblico che non è fuggito incredulo dopo tre brani. Tutti a cantare, ballare, saltare, urlare di gioia e a tributarci applausi mai sentiti. Sembravamo una band vera! Ok, uno tra il pubblico mi ha minacciato ferocemente in caso non avessimo suonato Sofa ("PLAY ZOFA!!!") e un cameraman mi ha urlato incazzatissimo di spostarmi perché gli impallavo Carlo mentre faceva il suo assolo di chitarra; ma, a parte questo e altro, il pubblico era in visibilio. Ancora non ci credo. Non riesco davvero a descrivere le sensazioni. Non ci provo nemmeno, però c'è una foto in particolare nella quale mi riconosco durante il concerto:

Lo faccio sempre di mettermi da una parte durante gli assoli in quanto non li sopporto quasi mai. In questo caso però è stato diverso; mi sono appartato come se stessi considerando l'evento già passato, vivendone le emozioni all'istante. Davvero surreale.
E poi giù con gli ospiti sul palco. Angelo Adamo con la sua armonica furoreggiante e il suo assolo vocale di finto trombone(!) e infine Napoleon Murphy Brock, col quale non suonavamo da 2 anni e parevano 2 ore per un finale ben riassumibile in questa immagine:

Scesi dal palco ci sono venute incontro un sacco di eprsone a complimentarsi (tra cui 3 gay che volevano parlare escusivamente con me, chissà perché...). Foto, interviste e dulcis in fundo autografi. Io non ce l'ho fatta a tenere la parte, non la ritenevo credibile, così mi sono firmato sempre col nome Tullio. Mi fa una sega Prince!
"Ma il “vaffa... day”, iniziativa tra le più qualunquiste che la storia ricordi, di ispirazione forzitaliota cioè piccoloborghese-perbenista, a cominciare dai puntini autocensori..., andrebbe dedicata anzitutto a chi l'ha concepita."
Massimo Del Papa