mercoledì, 22 ottobre 2008, ore 07:16

Segue da qui

Ebbene. Una delle ipotesi più accreditate è sempre stata quella di una versione edulcorata per le masse, atta a censurare la frase che originariamente dava seguito al celeberrimo incipitsarebbe a dire "Ma che cazzo m'hanno dato!".

Francamente imbarazzante, invece, l'altra ipotesi di un messaggio subliminale che istigasse al consumo di droga tramite la fantomatica lobby dell'industria del gelato. La cioccolata, infatti, funge da blando antidepressivo in quanto agisce sulli stessi recettori cerebrali sui quali opera l'eroina, favorendo il rilascio di endorfine. Da lì la possibilile nascita di una spirale discendente gelato-sigarette-hascisch-eroina
.

La realtà è ben diversa e, finalmente, la verità sull'arcano significato del brano di Pooh-po in arte Enzo Ghinazzi (questo era originariamente il suo nome d'arte, nel disperato tentativo di seguire la scia degli oramai già affermati colleghi, a loro volta ispiranti i Poohffee), la potrete leggere tra una settimana in questo blog.


IMPORTANTE!

Nel caso improbabile che foste già al corrente della notizia che andremo a dare e che getterà nel panico e nello sconvolgimento buona parte del pianeta, siete pregati di farvi allegramente i cazzi vostri per non rovinare tutto il pathos.
namroN
sabato, 18 ottobre 2008, ore 10:33

Mi ricordo la mia meraviglia e forse l'allegria
di guardare a quei pochi che rifiutavano tutto
mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste
che si univano come un'ondata che rifiuta e che resiste.
Ora il mondo è pieno di queste facce, è veramente troppo pieno
e questo scambio di emozioni, di barbe, di baffi e di kimoni
non fa più male a nessuno.



Non so che cosa è successo a queste facce, a questa gente
se sia solo un fatto estetico o qualche cosa di più importante
se sia mio ripensamento o la mia mancanza di entusiasmo
ma mi sembrano già facce da rotocalchi o da ente del turismo.


E visti alla distanza non siete poi tanto diversi
dai piccolo borghesi che offrono champagne e fanno i generosi
che sanno divertirsi e fanno la fortuna e la vergogna
dei litorali più sperduti e delle grandi spiagge della Sardegna.


E anche se è diverso il vostro grado di coscienza
quando è moda è moda, non c'è nessuna differenza
tra quella del playboy più sorpassato e più reazionario
a quella sublimata di fare "la comune" o un consultorio.


Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che sono diverso e quasi certamente solo

direi che non riesco a sopportare le vecchie assurde istituzioni
e le vostre manie creative, le vostre innovazioni.


Io sono diverso, io cambio poco, cambio molto lentamente
non riesco a digerire i “corsi accelerati” da Lenin a l’Oriente
e anche nell’amore non riesco a conquistare la vostra leggerezza
non riesco neanche a improvvisare o fare un po’ l’omosessuale tanto per cambiare.



E siete anche originali, basta ascoltare qualche vostra frase
piena di nuove parole, sempre più acculturate, sempre più disgustose
che per uno normale, per uno di onesti sentimenti
quando ve le sente in bocca avrebbe una gran voglia che vi saltassero i denti.


Io per me, se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che non è più tempo di fare mischiamenti
che è il momento di prender le distanze, che non voglio inventarmi più amori
che non voglio più avervi come amici, come interlocutori.


Sono diverso e certamente solo.
Sono diverso perché non sopporto il buon senso comune
ma neanche la retorica del pazzo
non ho nessuna voglia di assurde compressioni
ma nemmeno di liberarmi a cazzo
non voglio velleitarie mescolanze con nessuno
nemmeno più con voi
ma non sopporto neanche la legge dilagante del "fatti i cazzi tuoi!"


Sono diverso, sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
di quelli che mi diranno che sono qualunquista, non me ne frega niente
non sono più compagno, né femministaiolo militante
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari e le altre cazzate
e, finalmente, non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente

sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione...


autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai, gramsciani
cattolici, nani, datori di luci, baristi, troie, ruffiani, paracadutisti, ufologi...


Giorgio Gaber
namroN
mercoledì, 08 ottobre 2008, ore 15:24

rosa musicale

Ho trascorso lo scorso fine settimana a Roma per un concerto, in ottima e rasserenante compagnia, facendo un paio di conoscenze programmate davvero interessanti e riflettendo sul presente-futuro musicale. Andiamo per ordine.

Concerto dell'Arcadia Wind Orchestra al Romics.

In assoluto la peggiore organizzazione mai "subita" in anni di concerti – Serenella inclusa -!

Accoglienza inesistente, nessun buono pasto e nemmeno una bottiglietta d’acqua.

La nostra performance si doveva svolgere all'aperto, in ottobre. Non era stato previsto un piano B in caso di pioggia (nemmeno nei peggiori oratori)!
Ha piovuto. Eppure le previsioni davano pioggia solo al 98%...  
Dopo una serie infinita di discussioni, ci hanno fatto suonare dentro un "auditorium", ma non sul palco (ci mancherebbe). Il palco era allestito per la penosa esibizione-presentazione del compleanno di Goldrake (sì, ci sono centinaia di persone che 'ste cose le prendono dannatamente sul serio, spendendoci migliaia di euro!) ad opera dei Raggi Fottonici e del doppiatore di Krusty il clown (abilissimo battutista da seconda media che non ha proposto altro che allusioni sessuali).
Ci hanno fatto suonare nello spazio vuoto tra la prima e la seconda sezione di sedie, di traverso, perpendicolari al palco...
Ora chiudete gli occhi.

Immaginate il pubblico come doveva stare per vederci?

Ganzo, vero?


Per motivi di tempo e sicurezza non è stato possibile montare l'impianto, tutti acustici, tranne la chitarra, il basso e le tastiere (e gli altri 100 elementi?).
Noi voci soliste siamo stati provvisti di radiomicrofoni da conferenza, quindi senza effetti e a volume bassissimo, visto che veniva fuori dall'impianto-voce della sala.
La prima metà del concerto è venuta fuori comunque molto bene, il pubblico era numerosissimo e festante.

Poi la tragedia!

Nella seconda parte le nostre canzoni si alternavano alle ospitate sul palco (tra cui il cantante originale di Jeeg Robot, che ha cantato sì con noi, ma a distanza…) per festeggiare un pezzo di carta colorato. Astronauti, ex presentatrici decadute senza un cazzo da dire, autori delle sigle recenti e doppiatori d'annata per una carrellata di ovvietà e insulsaggini strepitose.

Una delle perle.
- "Tu che musica ascolti?"
- "Ma ammé me piace 'l progressiv. Banco, la Pièffèmme..."
- "Ma lo sai che Ares Tavolazzi, il bassista degli Area, ha composto molte sigle, insieme a Vince Tempera, come
Ufo Robot e Va, Goldrake, va?"
- "Eh, m'anfatti in quei pezzi ce stà un sacco de progressiv!"
(per inciso, l'intervistato aveva i dreadlocks...)

Finale.


Mentre suoniamo Ufo Robot compare sul palco un Power Ranger. Anzi no, è tale Actarus il quale, con movenze tipo Mangoni si pone e propone al pubblico come un supereroe. E' un supereroe! Psicosi di massa!
Dico solo che un avventore 'adulto' del concerto ha sgomitato per farsi largo esclamando: "E' lui! E' proprio lui!!!". E giù tutti a farsi le foto accanto a un figurante col casco.
Vaglielo a spiegare il significato di cartone animato.
Sono state scattate foto con Actimel tra noi. Era proprio accanto a me! Con quale ammirazione l'ho guardato!
Non vedo l'ora di avere la foto per postarla…

 

Tra i prossimi impegni, di quelli che mi vedranno coinvolto, il songbook di Giorgio Gaber e Nightmare Before Christmas.

 

Gabriella Marchi

 

Domenica ho incontrato Gabriella Marchi, pittrice (e molto altro), nella sua splendida abitazione nel centro di Roma. Io e Mike Marchionni dei Quiet In The Cave, abbiamo appena cominciato, a nome Misdea, una collaborazione con l’artista per musicare in diretta – live soundtracking - i suoi quadri. Esordio il 12 dicembre a Lodi.

I quadri di Gabriella sono bellissimi quanto difficili da descrivere, vanno visti, vissuti. Colori lividi, materiali di recupero di tutti i tipi, profondità abissali. Una pittura sanguigna, letteralmente, a volte…

 

Gabriella è una gran donna, devota all’arte, una vera intellettuale anarchica aristocazzica, disperatamente ispirata. Una sorta di Edith Piaf della pittura.

Il solo fatto che ci abbia proposto la collaborazione e, soprattutto, che le siano piaciute le prime 4 composizioni proposte, ci riempie di stimolante gioia. Potremmo vederne delle belle.

 

Liberal Carme

 

Sabato 6 dicembre a Vescovado di Murlo presso l’AudioStudio5 di Stefano “Cignone” Vivaldi, avverrà la presentazione ufficiale di Dodici Nuove Polaroid, con probabile presenza sul palco di Paolo Benvegnù, Alessandro Fiori e altre sorpresine.

Nel frattempo alcune vecchie canzoni stanno fungendo da colonna sonora di blog o ispirando posts qua e là nel web, come in quello di apepam e mjertovjek, giornalista conosciuta anch’ella durante il weekend romano.

 

Virtuosi Dal Pianeta Talento

 

Dopo il gran concerto della scorsa estate assieme alla Chernivetsk Orchestra (concerto visibile per intero qui), che ha visto l’esordio del nuovo acquisto, la flautista Francesca Menchini, la big band si prepara a rivoluzionare gran parte del repertorio zappiano in vista delle prossime date. Tra i nuovi brani ci sarà sicuramente il mini-musical That Evil Prince.

 

 Compagnia d’Arti Weltanschauung

 

Non avendo avuto più notizie dell’organico coinvolto nel concerto-reading sugli anni di piombo, la Compagnia sta lavorando ad un atto unico dedicato ad Edgar Allan Poe, per la regia di Lucia Mambrini.

 

Tantomdoora

 

Ampie schiarite all’orizzonte invece per l’improbabile cover band di Faith No More e mikepattonate affini dopo il forzato stop di un anno, dovuto al soggiorno obbligato del bassista in Sud America.

Nuovo batterista, l’esperto Stefano Bechini, e aggiunta di un chitarrista-synth. (Cercasi tastierista!)

 

Prevista anche la ripartenza dei Bikini-Burqa, anche se non hanno idea di dove andare, nel tentativo di completare i brani del primo album Solo perché esiste Dio non posso essere narcisista?, mentre il progetto Sétamùr è da considerarsi al momento, integrato a quello dei Misdea.
Ai blocchi di partenza anche la collaborazione con Massimo Del Papa e Paolo Benvegnù.



"E non m'annoio, e no che non m'annoio, non m'annoio.

Ma non mi diverto."


Tra terra e cielo
namroN
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categoria : 114 music point
mercoledì, 01 ottobre 2008, ore 06:42

Devo proteggere il piccolo spazio che ho creato e che mi ha permesso di vivere la mia vita, non la loro morte.

Charles Bukowski


Moon Sailor
namroN

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