Ci sono delusioni che cambiano le cose lentamente, inesorabilmente. Delusioni che poi, anche dopo molto tempo, improvvisamente, prendono un’altra strada, una forma nuova, un rilancio inaspettato e immensamente gradito, riappacificante.
Non è consapevolezza delle cose che cambiano né perdono né elaborazione. A volte è così e basta, e non c’è da rimuginarci troppo. Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde, come diceva Baricco quando sapeva ancora emozionare.
Per molto tempo mi sono chiesto quale fosse la vera ragione del mio allontanamento da te, non capivo più dove volessi andare a parare. Se il mio non riuscire più ad ascoltarti, fino alla paradossale stizzita indifferenza fosse dovuto al mio modo di percepire le cose o a certi tuoi calcoli di convenienza che ti volevano in una forma più accomodante, replicante, incapace di portare linfa nuova a nuovi significati di esperienze.
Devo ammetere che nemmeno ci speravo più. Completamente rassegnato ho cercato di evitarti in tutte le occasioni, senza esimermi dal denigrarti pubblicamente per il tuo inesorabile, continuo ripiegarti su di te.
Ed è proprio quando cominciavo ad abituarmi alla perdita, ecco che te ne esci con questa perla di indiscutibile classe, incisività e profonda verità, tanto da farmi trasalire e buttare immeditamente via tutto il malessere provato.
Con tanta voglia di correrti di nuovo incontro.
Ti ho ritrovato qui.

