lunedì, 26 febbraio 2007, ore 17:03

...e continuo a non capire come possiate, voi italiani, continuare ad andare a votare. E' un vero mistero! Basterebbe guardare anche solo i contenuti extra del DVD "Uccidete la democrazia", dove viene dimostrato in maniera lampante come le schede bianche e nulle siano state riciclate in schede votate nel non del tutto riuscito broglio elettorale delle ultime elezioni. Sarebbe sufficiente la frase di Carmelo Bene, "La democrazia non esiste, esiste solo la demagogia!", intendendo che la politica non mai fatto altro che modificare, a volte in meglio a volte in peggio, le condizioni di schiavitù servili basate sul lavoro sempre a pro di altri. E invece non vi basta. Come non basta capire che il primo articolo della Costituzione dovrebbe recitare, in realtà, "L'Italia è un'oligarchia vaticana fondata sul condono". Invece no. Tutti a dire che votare è un dovere, perché c'è chi ha dato la vita per questo. E allora? Non sarebbe la prima volta che la gente muore inutilmente. Tutti a dire che era obbligaorio andare alle urne per fermare il nano pelato. Oh bravi, è stato fermato? Oppure continua bellamente a fare i suoi comodi per interposto governo? Un esempio su tutti? Andate a controllare da chi è composto il CDA della RAI. Fatto? Visto che sorpresa? Ci sono ancora quelli nominati dall'esecutivo precedente, quelli del 4 a 1 per il centro-destra, il che significa che Dorian Gray controlla ancora la televisione pubblica. Nel frattempo Luciano Violante (quello dei DSS che affermò in diretta, alla Camera, che erano tutti d'accordo sul fatto che il centro-sinistra non aveva mai avuto intenzione di porre minimamente mano al conflitto d'interessi!) è a capo della commissione sul conflitto stesso, ironico, no? Eppure il vostro Paese è al primo posto in Europa per iscritti ai partiti, forse perché fanno gola a tutti gli stipendi e le pensioni-lampo che percepiscono gli imputati, ehm, i deputati.

La crisi di governo di questi ultimi giorni è degna di un film di Totò, all'estero, come consuetudine, non fanno che riderci istericamente su. Se esistesse ancora, non dico un linguaggio politico, ma almeno una concezione gerarchica tradizionale dei partiti, non sarebbe accaduto nulla, almeno non adesso. Prendiamo Turigliatto. Fai parte di un partito? Bene. Il partito sceglie una linea? Perfetto. Come ti permetti di votare secondo coscienza? Ma quale coscienza? Per prima cosa non ti ha votato nessuno, in quanto le liste erano, democraticamente, bloccate. Seconda cosa; dici no perché sei per la pace, e così facendo rischi di riconsegnare la nazione a chi la guerra la sogna di notte? Ma per carità!

E via così, tutti col pepe al culo a rifare il letto come nulla fosse successo. E nessuno che abbia visto cosa stia probabilemnte dietro alla crisi. Un Andreotti (vedi Vaticano) che contribuisce a sorpresa a non far passare una mozione sostanzialmente di destra, con conseguenti dimissioni di Muso Squagliato, non fa sospettare che la vera ragione possa essere quella di togliersi di mezzo il provvedimento sulle unioni di fatto? Fantapolitica? Intanto Pannivòti Stinchifini fa girare una circolare interna al suo partito affinché tutti votino la sua mozione sul Partito Democraziacristianatico; ovvero la mozione che lo porrebbe, in Europa tra le file del Partito Popolare. Aggiungeteci i follicoli, i casini e le mastelle e il risultato vien da sé.

Bentornata Balena Bianca!

Sulla necessità di non più votare, ai fini di una palingenesi, sì. Sulla degenerazione della democrazia in demagogia, pure. Su Turigliatto, ci sarebbe una contraddizione grave, sul punto della libertà di mandato, che è garantita dalla costituzione proprio per scongiurare ipotesi di eterodirezione, dunque di dittatura interna, del partito. come ne esci? considerando che turigliatto non ha votato nè obbedendo al partito (in effetti sì, sui princìpi generali: ma non nel caso specifico) e neppure alla sua coscienza. ha votato per puro fanatismo, portando alla tensione estrema i principi che lo vincolavano. il risultato, ai fini della democrazia, è un gioco a somma negativa: hanno perso tutti. tipico caso della sinistra radicale, per definizione estrema, che, arriva in fondo alla prescrizione teorica, costi quel che costi, senza preoccuparsi di confrontarsi col contesto, con la situazione concreta.
in due parole più sbrigative_ turigliatto è un povero coglione senza speranza.

Massimo Del Papa

Forse non ti ricordi... ti rinfresco la memoria... Pochi giorni prima delle elezioni si discuteva al CG del fatto che io avrei votato, e che tu non lo avresti fatto. Io, veramente, saturo di sacro dovere cittadino; tu, con un po' di esperienza più di me, di assoluta abnegazione verso "l'andar a riempire due schede, ma perchè?".

Ora, il tempo è passato; io raramente sono al centro, raramente ti vedo. Ho sempre desiderato dirti una cosa: avevi ragione, su tutto. Ma l'ispirazione mi è arrivata tardi a settembre.. e non richiamata dalla politica o da qualche "strano" fatto all'italiana, ma semplicemente da una canzone.

De André. Uno stralcio di una canzone di cui il titolo non è importante, ma i concetto è fondamentale: ogni forma di potere è corrotta. E qualcosa si è rotto, era un vetro scuro da interrogatorio. Quello dietro al quale si nascondono qui tipi da FBI, vestito scuro, taglio dei capelli corto, sigaretta in bocca, sguardo di chi ha in mano il potere. Da quel momento, ho cambiato point of view. L'ho capito da solo, e tornerò ad ascoltarti con maggiore zelo di quello che ti concedevo una volta.

I fatti di oggi, ci stupiscono? Siamo veramente così stupiti.. io direi che ce lo aspettavamo, fin dall'inizio. Aspettavamo solo il casus belli, tutto il resto è venuto da sé.

PS: l'italia è immolata all'immobilismo, la Grande Balena Bianca crociata tra poco torna.
Non avrà più lo scudo, le facce saranno un poco diverse, ma dietro chi tira le fila è sempre lo stesso e non ha mai smesso.

Giacomo

 

Avevo commentato con una sciocchezza, ma dato che il dibattito si fa serio, provo a contribuire. Norman ha una vena provocatoria accentuata, ed è un bene, ma non ha votato per convinzione personale. Non ha non votato per indifferenza, quello che fanno molti. Scelta, la sua, che rispetto, ma non condivido. Carmelo Bene era un genio assoluto, ma non me la sento di annoverarlo tra i maestri politici. Ne ho altri, tra questi risplende la stella di Gramsci. Che, giovanissimo, scrisse: Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. […] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.Chi non prende parte, chi non parteggia, non è colpevole, e spesso è un bene. Ma non è innocente. Come gli agnostici, non si schiera. Ma anche il non schierarsi è in parte uno schierarsi. E spesso ti limita la possibilità di critica. Magari ti rende maggiormente libero, ma in qualche modo complice del negativo che accade. Ogni voto è fondamentale, le ultime elezioni americane vinte (non si sa come) da Bush lo dimostrano Quelle italiane lo dimostrano. E, aggiungo, e chiamatemi post democristiano per quel che mi interessa, ogni voto dato a una sinistra non radicale è importante. Quei pagliacci capaci solo a dire no, che non ci pensano un minuto a consegnare il paese alla destra parafascista, ignorante, arrogante e collusa, mi fanno sinceramente pena. Allora ben venga il partito democratico, sul quale ero più che dubbioso, e ben venga in questo momento politico. Alle ultime elezioni l’ulivo ha preso alla camera più voti che la somma dei partiti che lo compongono al senato. E alla camera vota anche chi ha meno di 25 anni. A me basta. Il mio partito (i DSS ) non è un partito nazionale: è un partito forte in toscana, umbria, marche, emilia romagna, ma in parti d’Italia ha percentuali penose: vorrei che diventasse un partito di massa, come lo era il leggendario pci. Ma senza comunismo. Io lo so benissimo che il pci italiano non era un partito autoritario o filo totalitario, almeno nella sua storia post anni 50, ma non si può comunque andare contro la storia, sarebbe patetico. Un compagno della mozione Mussi, l’altra sera m’ha detto “Vedrai come finirà: alle feste de l’unità noi alla griglia a cuoce le salsicce, e quelli della margherita alla cassa a prende i soldi”. E va bene, staremo alla griglia delle salsicce, purché siano salsicce democratiche. Se poi sono anche salsicce euro – socialiste, meglio ancora, sennò vedremo. Del resto, Bukowski intitolò un suo racconto: “Fare politica è come cercare di inculare un gatto”. Aveva profondamente ragione.

NonNatoDaDonna

In verità credo di schierarmi, eccome! Se dopo attenta analisi e verifica nel tempo dell'operato delle diverse(?) compagini politiche, giungo alla dolorosa conclusione di negarmi il diritto al voto, è proprio perché mi risulta sempre più improponibile rendermi complice del loro operato. Sono sempre più convinto che votare equivalga al reato di associazione a delinquere e favoreggiamento. Cercasi smentite.

Quello che diceva Gramsci lo condivido, ma lo diceva in un tempo e in un contesto storico che ben poco ha a che vedere con quello attuale. Lui parlava di politica quando questa esisteva. Quando i conflitti e i dibattiti, per quanto accesi, si svolgevano del sacro rispetto delle istituzioni e dell'avversario. Quando la distinzione ideologica era netta e riconoscibile. Non voglio star qui ad elencare la miriade di esempi su come il centro-sinistra stia avallando tutto ciò che la peggior destra ha fatto, vedi le leggi vergogna, la RAI, la legge sul conflitto ecc, e nemmeno su come sia triste esultare una tantum per dei rigurgiti di sinistra, come i vani tentativi di Bersani. E' tutto sotto il sole, dove la storia si ripete, cambiando solo le comparse.

namroN

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