martedì, 06 marzo 2007, ore 18:24

Il diritto al voto presuppone un sistema democratico, giusta? E' l'Italia, e l'Occidente in generale, un terreno fertile per la democrazia? Voi votate liberamente persone dettagliatamente scelte da altri. Si viene trattati come i bambini quando si pone loro la scelta obbligata lasciando loro la parvenza di libertà, "volete giocare a palla o fare i disegnini?".
Il grande giornalista americano Walter Lippman svelò, qualche anno fa, che era nata una nuova democrazia, chiamata la "fabbrica del consenso". L'espressione è sua. Edward Herman e Noam Chomsky l'hanno poi presa in prestito per un libro, ma è Lippman che l'ha coniata. Fabbricando il consenso si può aggirare il fatto che formalmente una gran qualtità di persone ha il diritto al voto. Si può svuotarlo d'importanza perché è possibile fabbricare il consenso e assicurarsi che le scelte e gli orientamenti siano strutturati in modo tale che le persone facciano sempre quello che viene detto loro, anche se formalmente hanno la possibilità di partecipare. Così si avrà una democrazia che funzionerà correttamente. Questo significa applicare alla lettera le lezioni dell'agenzia della propaganda. Il popolo o, in questo caso , il pubblico, se non si può sottomettere con la forza, allora bisogna efficacemente controllare i suoi pensieri; in mancanza di una forza coercitiva, l'autorità, al fine di raggiungere i suoi scopi essenziali, può ricorrere solo all'indottrinamento.
Il conclusione, per esemplificare, può essere d'aiuto una celebre frase del povero zio Itle, "Che fortuna per le persone di potere che la gente non pensi".
namroN
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