giovedì, 08 marzo 2007, ore 15:57

Questo è il secondo, necessario, articolo che le ragazze e i ragazzi del Centro Giovani hanno sentito il bisogno di scrivere, soprattutto dopo gli "sviluppi" nelle indagini sull'omicidio di Filippo Raciti. Stavolta ce n'è anche per i genitori.

Non si poteva dimenticare.
Che orrore, che vergogna è assurdo….
Questo è quello che è stato detto dopo il caso FILIPPO RACITI Catania Palermo
Anzi aspettate. Vi rinfreschiamo le idee, forse qualcuno nemmeno se lo ricorda.
 
2 febbraio 2007 il poliziotto Filippo Raciti è stato ucciso dai cosiddetti Ultras, a causa della guerriglia esplosa dopo la sospensione della partita Catania-Palermo.
Sette sono state le persone indagate, fermate e arrestate per quello che è successo, video e testimonianze hanno aiutato la polizia a trovare i colpevoli, ma poi…….
Un ordine di carcerazione dei sette, confermato, gli altri trasformati, cinque in arresti domiciliari, uno in obbligo di firma giornaliero.
 
Ok. noi ve lo stiamo ricordando, però vorremmo farvi una domanda.
Vi ricordate chi siamo noi?
 
Siamo quei ragazzi che devono imparare da questa società come si vive, quei ragazzi a cui voi vi rivolgete con discorsi tipo: “Ai miei tempi era tutta un'altra cosa”, “Non c’è più la gioventù di una volta”, “Meglio soli che male accompagnati”…
Vaffan***o lo possiamo dire? Basta! Non è possibile che passiate da una poltrona all’altra a criticarci quando poi siete voi che prendete queste decisioni. Che ci date questi esempi.
Accusate la nostra generazione perché dei ragazzi hanno attaccato quei poliziotti a sprangate, sputi ed insulti, (lo sappiamo benissimo che è uno schifo) quando poi siete voi a lasciarli liberi e a far passare il messaggio, a tutta la nazione, “Uccidete pure (quantomeno provateci), tanto non è reato!”
Basta! Sarebbe l’ora di smetterla di pronunciare, o meglio, vomitare frasi fatte che rimangono nell’aria davanti alla vostra bocca per la durata di un nostro sbadiglio.
“Non ci sono più le mezze stagioni”, “Questo mondo sta andando in rovina” e bla bla bla...
E basta! Non ci riferiamo a quei begli omoni in giacca e cravatta che saltano fuori la domenica sera in qualche programma televisivo, loro sono ormai irrecuperabili.
Voi, che leggete questo foglio. Voi che avete figli, nipoti, che avete fratelli più piccoli e che guardate sconcertati i servizi di cronaca nera e l’unica vostra reazione è una sentenza finale come commento.
Siete voi che decidete come verrà su la prossima generazione, siete voi che vi preoccupate che vostro figlio vada bene a scuola, a calcetto, a pianoforte ecc, chiedendogli “Che hai fatto oggi a scuola?”, “Con chi sei stato?”, “Mi posso fidare?”, “Hai rimesso a posto la tua stanza?”, “Sarà l’ora di ‘falla’ finita?”, “Stasera ci sei a cena?”, “Perché sei sempre in ritardo?”.
Ma vi siete mai soffermati a chieder loro, seriamente: “Che cos’hai?”, “Capisco che tu possa non voler parlarne adesso, ma sappi che noi siamo a tua disposizione”, “Cosa ne pensi di questa cosa?” (e poi ascoltare davvero), “C’è qualcosa che sbagliamo nei tuoi confronti, ogni tanto?”, “Ti vogliamo bene, davvero…
Sono queste le frasi che, forse, non sono mai state rivolte a quel diciassettenne con soldi in tasca che è andato a vedere la partita Catania-Palermo, proprio questa potrebbe essere la mancanza dei genitori di chi a visto un uomo a terra ed è riuscito a prenderlo a calci fino ad ucciderlo…
Noi parliamo di questo, oggi, ma eventi cosi accadono quotidianamente, e non vorremmo che un giorno qualcuno possa venire a bussare ad una delle vostre porte per farvi tirare fuori la testa da sotto terra. 
Centro Giovani Abbadia San Salvatore
28.02.2007
 
Se i bambini vivono con le critiche, imparano a condannare
 
Se i bambini vivono con l’ostilità, imparano a combattere.
 
Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi.
 
Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi
 
Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi
 
Se i bambini vivono con la gelosia, imparano cosa sia l’invidia
 
Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli
 
Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano ad essere pazienti
 
Se i bambini vivono con l’incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di se
 
Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare
 
Se i bambini vivono con l’approvazione imparano ad apprezzare
 
Se i bambini vivono con l’accettazione, imparano a trovare amore nel mondo
 
Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano ad avere un obbiettivo.
 
Se i bambini vivono con la partecipazione, imparano a essere generosi.
 
Se i bambini vivono con l’onestà e la lealtà, imparano cosa sia verità e giustizia.
 
Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fede in se stessi e coloro che li circondano.
 
Se i bambini vivono con l’amichevolezza, imparano che il mondo è un posto bello in cui vivere.
 
Se i bambini vivono con la serenità, imparano ad avere tranquillità di spirito.
 
Con cosa vivono i vostri figli?
Dorothy Nolte
namroN

Heracleum blog & web tools